Poesia nel Cassetto


Il 25 aprile a Mestre - Venezia
Daniela Marialinda Arciprete e Franco Furia
partecipano alla manifestazione
Poesia dal Cassetto

i poeti fanno conoscere una poesia custodita
come qualcosa di speciale e la introducono
utilizzando i versi di un poeta loro caro



da “Niente di grave”
di Eugenio Montale
……………….
La crosta del mondo si chiude, com’era prevedibile
se prelude a uno scoppio. Era improbabile
anche l’uomo, si afferma. Per la consolazione
di non so chi, lassù alla lotteria
è stato estratto il numero che non usciva mai.

Ma non ci sarà scoppio. Basta il peggio
che è infinito per natura mentre
il meglio dura poco ……………

salva

lo strappo del biglietto
è un chiudersi
dietro le spalle
la tiritera delle illusioni infrante

il correre senza meta
il respirare anche la polvere
che si solleva nell’avanzare

perché non c’è strada
(neppure una)
su cui il tempo non abbia steso
il suo velo
( rabbioso rancore o tenera nostalgia )

cos’è dunque quell’ombra
perdere diottrie
o la voglia di vedere?

quell’incedere con passo cauto
capisco essere
inconscia paura
nell’intravedere l’arrivo

ma un anno, due o forse una vita fa
s’era spedito altrove il bagaglio

ah! chissà
chi indossò
i miei abiti in chiffon
(ripenso alle ore perse nell’accurata scelta dei colori)

Invece, come da copione,
una notte di mezza estate
hanno sparato
alla felicità

allora
questo cosa vuol dire?
io
sono salva?
oppure condannata?

d.m.a.

da "lady lazaru" di Silvia Plath
.... e io sarò una donna che sorride
non ho che trenta anni
e come i gatti ho nove vite da morire

Mi dice l’angelo

“Niente crollerà” mi dice l’angelo appoggiato al recinto
/nei pali appuntiti ci sono le risate perse in altre stagioni /
“niente crollerà, se hai la fede dentro le tasche”

C’e’ un luogo dove il buio è più giovane e la neve preme nel viso
qui il vento scende dai muri lisciandoli con intonaco nuovo
ma nelle crepe sempre più larghe passa l’inganno senza colori

si strappa la veste la notte e mostra il ventre sterile privo di stelle
mi pesa sul viso ed incurvo la schiena sotto il suo peso
“sono anni gentili a passare ? “
che mi afferra alle spalle è la strada lasciata da sola
piena di rami caduti ( poche foglie a marcire per terra )

Mi bacia la guancia il peccato di guardia sotto la luce
infilo le mani ed afferro il cielo da sotto
… da questa prigione di gocce sempre più fitte

( f )