Daniela Marialinda Arciprete presenta Roberta Vasselli






Daniela Marialinda Arciprete ha presentato il nuovo libro di poesie della poetessa Roberta Vasselli, "Latitudini oblique", leggendone una selezione.


parole tratte dalla presentazione

“Latitudine obliqua” è la nuova raccolta poetica di Roberta Vasselli

Poesia che può nascere da un dolore, per capire attraverso il proprio quello degli altri, o per denunciare un’ingiustizia o solo per la necessità di comunicare con immediatezza uno stato d’animo.
E scrivendo scoprire – chissà se inavvertitamente o consapevolmente - alcuni labirinti dell’anima.
Questa la mia prima impressione, generale, poi nel voler approfondire mi blocco e penso che recensire una raccolta di poesie mette in imbarazzo
Una poesia è una percezione nella mente del lettore, da cogliere senza alcun filtro
ogni poesia ha un significato suo proprio nell’animo di chi lo legge.
Si può parlare di metrica, ritmo, musicalità, proprietà di linguaggio, si, ma se si privilegia l’approccio tecnico tutto centrato sulle relazioni interne all’opera, in una presunta autosufficienza che la tiene lontana dal mondo si perde la relazione costante e diretta che tra la poesia, la vita e il mondo dev’esserci per appassionare il lettore, avvincerlo.
Todorov, nel suo “ La letteratura in pericolo” ricorda che la letteratura è pensiero e conoscenza del mondo psichico e sociale in cui viviamo. La realtà che la letteratura vuole conoscere è semplicemente l’esperienza umana, quella che ci aiuta a vivere: un continuo interscambio fra la vita e la lettura
Allora il compito che ho oggi è di restituire un ordine al disordine ad arte costruito dallo scrittore, che a sua volta aveva attuato un’operazione di ordine muovendo dal disordine del reale.
Poi interviene il lettore il quale cerca nelle opere qualcosa che possa dare un senso alla sua esistenza.
Alla fine solo il lettore con la propria sensibilità e il proprio bagaglio di esperienza avrà ragione
Per Todorov «la via intrapresa oggi dall’insegnamento letterario», privilegiando il formalismo, «potrà difficilmente portare a un amore della letteratura» il cui oggetto è «la condizione umana». Chi legge e capisce la letteratura, continua Todorov, «diventerà non uno specialista dell’analisi letteraria ma un conoscitore dell’essere umano.
Per non essere considerata «insopportabilmente sciocca» un’opera deve lasciar perdere i «buoni sentimenti» e «rivelare l’orrore definitivo della vita»....."


Da sottofondo alla lettura delle poesie musiche di Stige.