
Rassegnazione e ribellione
La donna è da sempre vittima di una sorta di emarginazione cui , solo dall'inizio del secolo scorso, ha iniziato a ribellarsi.
Da oggetto di canto e poesia la donna csi è sempre più tramutata in soggetto attivo, pur a volte pagandone le conseguenze.
Non si può però ignorare la figura di Emily Dickinson che già nella seconda metà dell'ottocento fa sentire la sua voce dissonante al discorso dominante della tradizione e rivive nell'opera delle sue eredi, di cui non si dimentica qui l'individualità.
Del '900 si eleva la voce di Anna Achmatova che denuncia la rassegnazione della donna a dipendere dall'uomo
In Italia emblematica la figura di Antonia Pozzi che non accetta di dover mascherare la sua indole per rispettare i canoni imposti da famiglia e società e trova sfogo solo nelle poesie che però tiene segrete.
La ribellione invece la troviamo pacata nei versi di Marina Cvetaeva ed intrisa di rabbia nei versi di Anne Sexton e Silvia Plath (entrambe morte suicide)
Particolarmente doloroso il cammino della tedesca Nelly Sachs, ebrea, che voleva dimostrare come non vi sia confine intellettuale tra uomo e donna
Ancora un velo di consapevole sottomissione in Alda Merini, pur vissuta in anni meno "pesanti"
per infine arrivare ai versi schietti ed ironici di Wislawa Szymborska
Un percorso di letture dal vivo, registrazioni delle voci delle autrici o di altri lettori, anche nella lingua originale nonchè versi in musica.