parole allo specchio

27 febbraio 2009 h.16,00
Treviso, Palazzo dell'Umanesimo latino

Daniela Marialinda Arciprete e Franco Furia
hanno presentato il loro nuovo lavoro

"parole allo specchio"

presentazione critica di Bruna Brazzalotto

Nella raccolta "parole allo specchio" le parole sono cose appoggiate sopra un mobile e pronte per esser disegnate su momenti felici o dolorosi della vita. Sembra che lo spirito dei poeti Daniela Marialinda Arciprete e Franco Furia si alzi e guardi i cinquant'anni di vita proiettati come in una mappa: visitano i percorsi e le strade con curiosità. Dall'alto, sembrano niente questi cinquant'anni, neanche vissuti, sono messi là per essere visti solo attraverso la percezione degli odori, del tatto, delle luci improvvise, ritornando con brividi di ricordi.
Cinquant'anni vissuti ogni giorno, e le emozioni sono presenti e rivissute in un attimo di pensiero.
Nella poesia "Un febbraio" si legge "ritornerò/forse/un trenta di febbraio" ... si ha l'impressione che i poeti attraversino un cammino irreale e come un gioco di parole si aprono e si chiudono in-significanti espressioni (v."Io di gennaio) che si moltiplicano, nel cinquantennio di storie personali e dell'umanità, ci lasciano osservatori impotenti, come in "Cocci": .".. e tu lì con le tue mani in mano ..."
Poesie di grande sensibilità umana, emozionano il lettore che si trova in quei percorsi facendolo riflettere sugli anni che trascorrono veloci come una manciata di tempo.
La raccolta è prodotta da Atomi diVersi, è una stampa inproprio ed è il simbolo di come il computer ci abbia reso editori di noi stessi. L'eradel digitale non è solo progresso, è soprattutto un momento della vita, dell'umanità e sta portando tutte le arti su un n uovo percorso.

... gli autori hanno messo le loro poesie ed immegini dentro a questo contenitore dove solo "Atomi" o pixel si muovono e possono dar vita ai loro sentimenti, espressioni "di-Versi".


dalla prefazione

E’ questo l’anno dei nostri 50 anni …













… arrivare qui e contare i pochi numeri che ci compongono, questi anni che sono specchio di noi, del nostro continuo esserci … eppure sembrano così pochi, una presa in giro alla vita, un numero che si può dividere in molti frammenti come i pezzi di uno specchio caduto che si cerca di ricomporre … uno specchio caduto, questo, in fondo, è la vita.


Queste poesie e fotografie riflettono quello che gli autori hanno visto e pensato di fronte a una stessa cosa, alla medesima situazione; l'incontro di sensibilità che partono da un denominatore comune, ma che si scompongono rompendosi in mille frammenti, regalando immagini e parole diverse per emozione e forma, ma uguali nel sentire di chi le crea.

Il riflettere diventa allora "riflessione" della diversità, della differenza che lega, il modo di intendere le cose Non c'è contesa fra poesie né tra poesie ed immagini, ma sono "specchio” l’una dell’altra.
Le rughe non sono le stesse, le mani hanno gesti diversi, la cornice è identica.





Questa invece la recensione della poetessa Rina Dal Zilio